Gli obiettivi della proroga del credito d’imposta Transizione 4.0 2022

Con il varo della Legge di Bilancio 2022, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inteso proseguire la politica economica di sostegno alle imprese italiane e a quelle non residenti che operano in maniera stabile nel nostro Paese.

Nella relazione illustrativa della legge di bilancio vengono dettagliati gli obiettivi e gli interventi della proroga del credito di imposta previsto dal 'Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0’, agevolazione supportata dal Ministero dello sviluppo economico ed evoluzione del Piano Industria 4.0 messo in atto nel 2017.

La proroga non riguarda gli investimenti in beni strumentali ‘generici', per i quali l’agevolazione, usufruibile sia dalle imprese sia dai lavoratori autonomi, si esaurisce con riferimento agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022 (30 giugno 2023).

L’obiettivo della proroga del credito d’imposta Transizione 4.0 è quello di continuare anche nei prossimi anni a stimolare gli investimenti funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, la spesa privata in ricerca, in sviluppo e innovazione tecnologica, nonché l’acquisto di beni strumentali.

Gli interventi della proroga del credito d'imposta 2022 per innovazione, ricerca e sviluppo

Per quanto riguarda gli investimenti in innovazione tecnologica, ricerca e sviluppo, gli interventi sulle agevolazioni prevedono:

  • La proroga del credito d’imposta 4.0 per investimenti in ricerca e sviluppo fino al 2031:
    • in misura pari al 20% e fino a 4 milioni di euro nel 2022;
    • in misura pari al 10% e fino a 5 milioni di euro dal 2023 al 2031.
  • La proroga del credito d’imposta 4.0 per le attività di innovazione tecnologica e di design e ideazione estetica fino al 2025:
    • in misura pari al 10% e fino a 2 milioni di euro nel 2022 e 2023;
    • in misura pari al 5% e fino a 2 milioni di euro nel 2024 e 2025.
  • La proroga del credito d’imposta 4.0 per le attività di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 fino al 2025:
    • in misura pari al 15% e fino a 2 milioni di euro nel 2022;
    • in misura pari al 10% e fino a 4 milioni di euro nel 2023;
    • in misura pari al 5% e fino a 4 milioni di euro nel 2024 e 2025

Gli interventi della proroga del credito d'imposta 2022 per l’acquisto di beni strumentali 4.0

Per il 2022:

  • in misura pari al 40% e fino a 2,5 milioni di euro di investimenti;
  • in misura pari al 20% per investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino 10 milioni di euro;
  • in misura pari al 10% per investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino 20 milioni di euro.

Gli investimenti in beni strumentali 4.0 rientrano nelle suddette aliquote e risultano validi a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione e la consegna del bene deve avvenire entro il 30 giugno 2023.

Per quanto riguarda gli investimenti in beni strumentali 4.0, gli interventi sulle agevolazioni prevedono:

  • la proroga del credito d’imposta 4.0 per l’investimento in beni strumentali dal primo gennaio 2023 fino al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026:
    • in misura pari al 20% e fino a 2,5 milioni di euro di investimenti;
    • in misura pari al 10% per investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino 10 milioni di euro;
    • in misura pari al 5% per investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino 20 milioni di euro.

Gli investimenti in beni strumentali 4.0 rientrano nelle suddette proroghe e risultano validi a condizione che entro la data del 31 dicembre dell’anno di acquisto, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. La consegna del bene deve avvenire entro il 30 giugno dell’anno successivo.

Gli interventi della proroga del credito d'imposta 2022 per l’acquisto di beni immateriali connessi a investimenti 4.0

Per quanto riguarda gli investimenti in beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni immateriali 4.0, gli interventi sulle agevolazioni prevedono la proroga del credito d’imposta per l’investimento in beni immateriali connessi a investimenti 4.0 fino al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026 con le seguenti modalità:

  • in misura pari al 50% fino a 1 milioni di euro di investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2023 come da art. 21 del Decreto Legge 17 maggio 2022 n. 50 (cd Decreto Aiuti) che ne ha elevato l’aliquota (dal 20% aumenta al 50%)
  • in misura pari al 20% fino a 1 milioni di euro di investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2023;
  • in misura pari al 15% fino a 1 milioni di euro di investimenti effettuati dal primo gennaio 2024 fino al 31 dicembre 2024;
  • in misura pari al 10% fino a 1 milioni di euro di investimenti effettuati dal primo gennaio 2025 fino al 31 dicembre 2025;

Gli investimenti in beni strumentali 4.0 rientrano nelle suddette proroghe e risultano validi a condizione che entro la data del 31 dicembre dell’anno di acquisto, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. La consegna del bene deve avvenire entro il 30 giugno dell’anno successivo.

La Formazione 4.0 esclusa dalla proroga, ma rimane comunque attiva per l’anno 2022 e le aliquote vengono aumentate dal ‘decreto aiuti’

La Formazione 4.0 è stata esclusa dalla proroga, ma continua a essere una ottima opportunità per le aziende per recuperare i costi del personale in formazione (sia in aula, che in affiancamento, che on-line).

Per rispondere alla carenza di competenze professionali adeguate ai processi di trasformazione tecnologica e digitale, sono state poi aumentate le aliquote del credito d’imposta previsto dalla Legge n. 160/2019 per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche.

La Legge n.50/2022 (cd. decreto aiuti) ha infatti incrementato dal 50% al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 % al 50% (per le medie imprese) le aliquote del credito d'imposta formazione 4.0, introdotto dall'art. 1 commi da 46 a 56 della Legge n.205/2017 e poi prorogato e modificato dalle successive leggi di bilancio.

Le attività formative devono essere erogate dai soggetti individuati con apposito Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto aiuti del 18 maggio 2022). Tali soggetti verranno dunque dettagliati a breve. Inoltre i risultati relativi allacquisizione o al consolidamento delle competenze devono essere certificati.

Nel caso siano soddisfatti i suddetti criteri, si applicheranno le aliquote seguenti:

  • 70% (per le piccole imprese, con importo massimo del credito di € 300.000);
  • 50% (per le medie imprese, con importo massimo del credito di € 250.000)
  • 30% (invariata, per le grandi imprese, con importo massimo del credito di € 250.000)

L'art. 22 al comma 2 del decreto aiuti, stabilisce, inoltre, che relativamente ai progetti di formazione avviati successivamente al 18 maggio 2022 che non soddisfino i requisiti necessari per la maggiorazione delle aliquote, il credito d’imposta spettante sarà ridimensionato come segue:

  • 40% (anziché l’attuale 50%) entro un massimale di credito di € 300.000 per le piccole imprese;
  • 35% (anziché l’attuale 40%) entro un massimale di credito di € 250.000 per le medie imprese;
  • 30% (invariata) entro un massimale di credito di € 250.000 euro per le grandi imprese.

Ne consegue che, relativamente ai progetti di formazione avviati anteriormente al 18 maggio 2022, rimangano in vigore le aliquote precedenti:

  • 50% entro un massimale di credito di € 300.000 per le piccole imprese;
  • 40% entro un massimale di credito di € 250.000 per le medie imprese;
  • 30% entro un massimale di credito di € 250.000 euro per le grandi imprese.

Le imprese che hanno investito in beni strumentali e in beni immateriali e che hanno rivisto il proprio sistema produttivo e le aree aziendali ad esso collegate, possono dunque continuare ad accedere al contributo sui costi ammissibili per la formazione sulle tecnologie digitali abilitanti.

La Formazione 4.0 non è comunque necessariamente legata a investimenti 4.0. Le aziende possono migliorare i propri processi aziendali e produttivi elevando le competenze 4.0 del personale.

Gli ambiti e le tematiche della Formazione 4.0 sono numerosi, quali ad esempio: big data, cloud, prototipazione rapida, interfaccia uomo macchina, internet delle cose, integrazione digitale dei processi aziendali, vendite e marketing, informatica, tecniche e tecnologie di produzione.

Le modalità di accesso al credito d'imposta 4.0

Le aziende che intendono cogliere l’opportunità offerta dalla proroga del credito di imposta Transizione 4.0, potranno beneficiarne attraverso la compensazione tra debiti e crediti esposti in F24.

Nel modello F24 può essere infatti portato in detrazione il credito di imposta maturato, in tutto o in parte, sino a esaurimento del credito.

Per il calcolo del credito di imposta sugli investimenti le aziende possono rivolgersi a società di consulenza specializzate nella preparazione della documentazione obbligatoria e per l’esatta determinazione del valore del credito di imposta spettante.

Strumento online per il calcolo del credito d'imposta 4.0

Calcola online il credito di imposta Transizione 4.0 a cui ha diritto la tua azienda

Approfondimenti

Pagina dedicata alla Transizione 4.0 del sito del Ministero dello sviluppo economico

Agenzia delle Entrate - Circolare 14/E del 17 maggio 2022

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